Quando si parla di obesità, la prima cosa che viene in mente è spesso il numero sulla bilancia. Ma non si tratta solo del peso, anzi.
L’obesità è oggi riconosciuta come una malattia cronica, complessa e recidivante, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, comportamentali, ambientali e sociali. Non può quindi essere interpretata semplicemente come il risultato di una mancanza di volontà o di un eccesso alimentare.
Per questo motivo, anche il trattamento dovrebbe andare oltre il semplice obiettivo di “perdere peso”.
BMI: utile, ma non sufficiente
L’indice di massa corporea, o BMI, è uno strumento semplice e utile per identificare sovrappeso e obesità nella popolazione adulta. Un BMI ≥30 kg/m² rientra nella definizione di obesità secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il limite del BMI è che considera soltanto il rapporto tra peso e altezza. Non ci dice quanto di quel peso sia costituito da massa grassa e quanto da massa magra, né dove sia distribuito il tessuto adiposo.
Due persone con lo stesso BMI possono quindi avere composizione corporea e rischio metabolico molto differenti.
Per una valutazione più completa è importante considerare, quando appropriato, anche la circonferenza vita, la composizione corporea, la distribuzione del tessuto adiposo, la presenza di patologie associate e l’impatto dell’eccesso di adiposità sulla salute fisica e psicologica
Massa grassa e massa magra: cosa dobbiamo davvero perdere?
Quando si intraprende un percorso di dimagrimento, l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente ridurre il peso corporeo, ma perdere la massa grassa e preservare la massa muscolare; il muscolo infatti contribuisce alla forza, alla funzionalità fisica, all’autonomia e alla salute metabolica.
Per questo un percorso ben strutturato dovrebbe prevedere un’alimentazione nutrizionalmente adeguata, un apporto proteico appropriato alle caratteristiche individuali e, quando possibile, attività fisica che includa esercizi di forza. Le evidenze indicano infatti che l’allenamento contro resistenza è particolarmente utile per preservare la massa magra durante la perdita di peso.
Un buon risultato non è necessariamente quello associato alla maggiore perdita di peso, ma quello che permette di ridurre l’eccesso di adiposità preservando il più possibile la massa muscolare e migliorando la salute.
Grasso viscerale: perché il girovita è importante
Non tutto il tessuto adiposo ha lo stesso significato dal punto di vista metabolico.
Il grasso viscerale è il tessuto adiposo localizzato all’interno della cavità addominale, intorno agli organi. È metabolicamente attivo e, quando presente in eccesso, è associato a un aumento del rischio cardiometabolico.
L’eccesso di adiposità viscerale è infatti correlato a condizioni come insulino-resistenza, diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemie e malattie cardiovascolari.
Per questo la circonferenza vita può fornire informazioni complementari rispetto al BMI.
Anche in questo caso, però, non esiste un singolo valore di grasso viscerale valido per tutte le persone: sesso, età, etnia e metodo di misurazione influenzano la relazione tra adiposità viscerale e rischio metabolico.
Obesità e comorbidità: il problema non è solo estetico
L’importanza clinica dell’obesità deriva soprattutto dalle sue conseguenze sulla salute.
L’eccesso di adiposità è associato a un rischio maggiore di numerose patologie, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, dislipidemie, steatosi epatica, apnee ostruttive del sonno, osteoartrosi e alcuni tumori.
Non tutte le persone con obesità presentano le stesse complicanze. Per questo è importante non limitarsi a classificare la persona in base al BMI, ma valutare quanto l’eccesso di tessuto adiposo stia già influenzando la sua salute.
Da questo punto di vista, anche un modesto calo ponderale può essere clinicamente significativo se accompagnato da miglioramenti della pressione arteriosa, della glicemia, del profilo lipidico, della funzionalità fisica o della qualità di vita.
Come si cura l’obesità nel lungo termine?
La domanda più importante non dovrebbe essere: “Come faccio a perdere peso velocemente?” ma: “Come posso trattare questa malattia e mantenere nel tempo i risultati ottenuti?”
L’obesità è una condizione cronica e, proprio come accade per altre malattie croniche, il trattamento può richiedere un percorso prolungato e un monitoraggio nel tempo.
Il primo pilastro è rappresentato da alimentazione e attività fisica, con interventi personalizzati e sostenibili. L’obiettivo non è costruire una dieta perfetta da seguire per poche settimane, ma sviluppare abitudini che possano essere mantenute nel quotidiano.
In alcune persone, in base al quadro clinico e alle indicazioni mediche, può essere necessario integrare il percorso con terapia farmacologica, ma sempre sotto controllo medico e all’interno di un approccio più ampio che comprenda una sana alimentazione e attività fisica.
In alcuni casi un medico specializzato può valutare interventi di chirurgia bariatrica, ma è fondamentale un percorso strutturato e multidisciplinare, per riuscire a mantenere i risultati sul lungo termine.
Il mantenimento non è una fase secondaria
Uno degli aspetti più sottovalutati del trattamento dell’obesità è il mantenimento del risultato.
Dopo una perdita di peso, l’organismo mette in atto diversi meccanismi biologici che possono favorire il recupero del peso. Questo significa che il recupero ponderale non dovrebbe essere interpretato automaticamente come un fallimento personale.
Inoltre il trattamento dell’obesità non dovrebbe terminare quando raggiungiamo il peso desiderato.
Il monitoraggio, l’alimentazione equilibrata, l’attività fisica, il lavoro sulla massa muscolare e l’eventuale terapia farmacologica devono essere considerati parte di una strategia di lungo periodo.
Conclusioni
Trattare l’obesità non significa solo perdere peso, ma soprattutto migliorare la salute della persona.
Osserviamo nel tempo parametri come circonferenza vita, composizione corporea, pressione arteriosa, glicemia, profilo lipidico, capacità fisica, qualità del sonno, qualità di vita e presenza o miglioramento delle eventuali comorbidità.
È questo il cambio di prospettiva necessario per affrontare l’obesità come una vera patologia cronica: non una dieta da iniziare e finire, ma un percorso terapeutico personalizzato, monitorato e orientato alla salute nel lungo periodo.
Se soffri di obesità e pensi sia arrivato il momento di iniziare un percorso per migliorare la tua salute, prenota una visita. Sarò felice di essere al tuo fianco.


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